L'inchiesta sui permessi di soggiorno facili a Bosco Minniti/2

La solidarietà a padre Carlo D'Antoni
"Incredulità ma rispetto per magistrati"

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di Damiano Chiaramonte   
Martedì 09 Febbraio 2010 - 15:50

Siracusa - Incredulità e sgomento, delusione, rabbia e solidarietà piena e incondizionata. Sono questi i sentimenti che a caldo scuotono l'animo di chi conosce l'uomo, prima che il prete. L'arresto di don Carlo D'Antoni, il parroco di Bosco Minniti, coinvolto nell'inchiesta che ha fatto luce sul racket dei permessi di soggiono facili, ha scatenato una forte reazione dell'opinione pubblica siracusana, ma solo un comunicato ufficiale è arrivato in queste ultime ore nelle redazioni giornalistiche. Si tratta della solidiarietà delle associazioni Agire Solidale, Amnesty International, ARCI, Centro Sociale Culturale Pio La Torre, Comitato 100 donne, Emergency, Arcisolidarietà, Libera Siracusa, Arciragazzi, Jamii onlus, Stonewall GLBT, Legambiente.

 

"Manifestiamo forte sconcerto e incredulità per la gravità delle accuse formulate - si legge nel documento -e, nel rispetto dell'operato della magistratura, esprimiamo sincera e massima solidarietà a padre Carlo fiduciosi che l'esito dell'inchiesta in corso possa chiarire la sua posizione ed il suo operato. Da anni Padre Carlo D'Antoni e la sua comunità svolgono un ruolo fondamentale nell'accoglienza degli immigrati e degli emarginati con ammirevole impegno e disinteressata dedizione, rappresentando per tutto il mondo dell'associazionismo e del volontariato un sicuro e determinante punto di riferimento".

Sono centinaia gli immigrati che negli ultimi anni hanno trovato rifugio nella parrocchia di Bosco Minniti. L’ultima volta che padre Carlo aveva fatto parlare di se è stato quando ha accolto i lavoratori stagionali arrivati da Rosarno, dopo gli atti di violenza scoppiati in nel centro agricolo calabrese.
Anticonformista per indole, padre Carlo ha trasformato la chiesa di Bosco Minniti in un centro di accoglienza interculturale ed interreligioso. L’altare è stato spostato al centro della navata e lo spazio una volta riservato ad esso la sera diventa luogo della mensa e successivamente dormitorio con lo spazio che accoglie coperte e sacchi a pelo.

Ma l’azione di don Carlo D’Antoni si è fatta sentire anche nel quartiere con incontri periodici che il parroco ha dedicato al miglioramento della qualità di vita in una zona ad alto rischio criminalità e disagio giovanile. Durante l’ultima campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Siracusa e del consiglio comunale, padre Carlo ha organizzato dei faccia a faccia tra i parrocchiani ed i candidati alla poltrona di primo cittadino per affrontare concretamente i problemi legati al quartiere.

Nel pomeriggio è arrivata anche la solidarietà del deputato regionale del Pd, Roberto De Benedictis.

"Esprimo a Padre Carlo, in questo duro momento, tutta la mia fiducia e vicinanza umana - ha dichiarato il parlamentare siracusano-. Chi in questi anni l’ha visto mettersi personalmente in gioco in favore di centinaia di persone disperate e sole, chi ne ha seguito l’impegno fatto di gesti concreti in condizioni difficili ed estreme, non può che essere certo, come io sono, della possibilità che si dimostri al più presto la piena trasparenza della sua condotta".

Nella foto, padre Carlo D'antoni

 

 

 

Tags: Agire Solidale | Amnesty International | ARCI | Arciragazzi | Arcisolidarietà | bosco minniti | Comitato 100 donne | Emergency | Immigrati | Jamii onlus | Legambiente | Libera Siracusa | parrocchia | permesso di soggiorno | Stonewall GLBT

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Ultimo aggiornamento: Martedì 09 Febbraio 2010 - 17:33
 



 
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