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Siracusa - Aveva 34 anni ed era nato ad Avola il giovane deceduto la notte scorsa all’ospedale Umberto I di Siracusa in seguito alle gravi complicanze respiratorie causate dal virus A/H1N1. Una morte probabilmente evitabile se solo si fosse proceduto in tempo alla vaccinazione. Il grave stato di obesità, in cui versava l’ammalato, lo collocava, infatti, tra i soggetti cosiddetti a rischio notevole. Il giovane avolese era stato ricoverato in gravi condizioni a Siracusa il 13 novembre scorso, proveniente dal pronto soccorso dell’ospedale Muscatello di Augusta. All’Umberto I era stato ricoverato in sala di rianimazione dove era stato subito intubato per supportare il flusso respiratorio. L'esame clinico, effettuato con l'ausilio del tampone rinofaringeo, aveva confermato la patologia virale.
Nonostante le cure dei medici, però, il suo stato di salute si era aggravato sempre più e la notte scorsa è avvenuto purtroppo il decesso.
Una notizia che coglie quasi di sorpresa se messa a confronto con l’evidente calo d’attenzione sulla pandemia registrato negli ultimi giorni che si è concretizzato con una generalizzata diffidenza verso la campagna di vaccinazione. La scorsa settimana, infatti, ha fatto registrare, in assoluto, a Siracusa, il minor numero di somministrazioni da quando è stata avviata la campagna.
Ma il virus, implacabile, ha esploso tutta la sua pericolosità colpendo nel giro di pochi giorni prima a Ragusa, in due occasioni, e oggi a Siracusa, minando alla particolare suscettibilità dei soggetti obesi. Una circostanza che già in America, dove il fenomeno è largamente diffuso, aveva allarmato le strutture di sorveglianza sanitaria.
“E’ insulso sottrarsi alla vaccinazione, – sostengono i medici – i portatori di patologie croniche mettono inutilmente a repentaglio la loro vita quando evitando di farsi immunizzare. Il virus è capace di uccidere, l’iniezione no”. Nessuno degli oltre tremila pazienti che si sono vaccinati finora ha, infatti, manifestato reazioni allergiche importanti. “I medici di base devono insistere di più – affermano all’Umberto I – perché questo tipo di infezione attacca le basse vie aeree ed è capace di insinuarsi gravemente nelle lacune di un sistema immunitario debole”.
Nei frigoriferi dei punti di vaccinazione sono disponibili migliaia di dosi pronte per la diffusione, la bassa mortalità ed il contenimento del contagio non devono far sottovalutare il pericolo. “Fosse solo per una vita umana, perché non provare a salvarla? – si chiedono con stupore i medici commentando le statistiche siracusane – Quello che si dice in giro sulla pericolosità del vaccino è fuorviante e possiamo garantire che all’Umberto I osserviamo scrupolosamente tutte le norme relative al trasporto ed alla conservazione delle confezioni, rispettando la continuità della catena del freddo. Certi servizi televisivi non aiutano la prevenzione e disorientano la popolazione. Chi ha le condizioni per farlo deve cogliere l’opportunità di vaccinarsi. E’ l’unica via concreta per costruire una solida barriera contro la subdola infezione.”

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