Troppa pazienza ci è stata chiesta e da troppo tempo! Ed io che non sono mai stato un terrorista che non appartengo a nessuna falange armata, mi sono stancato di riunirmi con i miei colleghi onesti agricoltori per discutere, parlare, piangerci addosso, per costituire altri comitati, senza avere uno straccio di risultato: niente di niente.
E la politica ti guarda come un marziano al quale non sa nemmeno spiegare che è atterrato in un paese dove chi dovrebbe dare risposte politiche ai tuoi problemi (e non necessariamente con denaro pubblico), visto che in questo paese ci stai vivendo, ci stai pagando le tasse, ci stai facendo vivere i tuoi figli, li stai educando nel migliore dei modi in un paese pieno di iniquità, di ingiustizie, di arroganza, di furbi, di corrotti, di avvocati dei corrotti, di mafiosi col colletto bianco, di multinazionali, di politici ladri, politici campioni di ipocrisia pur di salvare la ricandidatura, non riesce più nemmeno a risponderti perchè troppo calato nel ruolo ed altrettanto fuori dai problemi degli umani.
Non parliamo di quelli che dalle valli padane gridano contro Roma Ladrona e nel frattempo stanno a fianco ai ladroni per trattare il meridione come un rifiuto speciale. Che schifo!
Questa lettera, io che ho partecipato alla nascita di questi movimenti la scrivo a tutti gli Amici agricoltori disperati che ho incontrato nelle decine di assemblee svolte in tutta la Sicilia e per quello che ho visto sono tantissimi.
Voglio dire subito che il sottoscritto non appartiene a nessun partito politico, ragion per cui voglio prima e subito tirarmi fuori da ogni strumentalizzazione che potrebbe scattare nella mente perversa di molti politici regionali che pensano di cavalcare ogni cosa pur di crearsi consenso.
E' FINITO IL TEMPO.NON NE POSSIAMO PIU'.
Prima abbiamo pazientato e vi abbiamo spiegato che si trattava di una questione tanto grave quanto seria, e se la risposta che ci è pervenuta sono in totale quei novanta milioni di euro che seppure costiuscano un record, non sono assolutamente una risposta adeguata allo tzunami di oggi.
Il grido di allarme che Gerardo Diana ha voluto lanciare nei giorni scorsi è reale. La possibilità che la perdita di questi fondi Europei si materializzi è concreta. Dei fondi Crias stanziati nemmeno l'ombra, nonostante le rassicurazioni dell'assessore regionale. Gli articoli 17, 18, 19, della finanziaria, conosciutissimi nell'ambiente e dalle banche, inutili e forse addirittura dannosi.
Le società di riscossione come SERIT SICILIA all'attacco di chi non può pagare. Le banche che oltre ad essere indifferenti alle leggi sono proprietarie di mezza sicilia, non fanno più il loro mestiere. Le lobbies dell'eolico e del fotovoltaico come sciacalli che aspettano di azzannare la preda.
La mafia che nei mercati di tutta la sicilia continua a muoversi indisturbata e sempre piu' potente. I centri commerciali degli amici dei mafiosi che nascono come funghi col benestare dei politici di zona pronti a lucrare qualche decina di posti di precariato in cambio dei voti.
L'INPS che diffida e per finire gli adempimenti burocratici allucinanti per stare in regola nelle aziende, NON SE NE PUO' PIU'.
E non se ne può più di essere trattati come plebe ai tempi del feudalesimo. Non siamo alla guerra ma di sicuro è già passata l'ora per cambiare atteggiamento. Carissimi colleghi di tutta l'isola io credo che basti e avanzi per commissariare la politica di destra, di sinistra, di centro. Io non riesco più a pensare ad un futuro per i miei figli in questa terra macchiata dal sangue di tante persone oneste uccise in nome del male.
Io voglio alzare la testa e voglio proporre a tutti gli agricoltori siciliani di cominciare ad alzare la testa con nuove iniziative serie a partire dal 15 luglio: Lor signori avranno già programmato le vacanze in qualche cinque stelle, noi le vacanze le programmiamo diversamente.
Nell'attesa una via di mezzo ci può stare e cioè quella di chiedere al presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana la convocazione straordinaria, urgente e se lo Statuto lo prevede, aperta per mettere sul tavolo quelle che a secondo i punti di vista possono essere definite inadempienze o cose fatte.
Ne parleremo! E voglio dire a Lombardo, a Miccichè, a Castiglione, a Leontini, a Firrarello, a Nania, a Cracolici che sono sicuro non hanno ben focalizzato la drammaticità della situazione, di preparare risposte concrete da sfornare entro l'estate, noi non vogliamo più incontrare nessuno separatamente, non vogliamo ascoltare promesse, l'assessore sa già quello che abbiamo chiesto, se volete ve lo ripetiamo ancora una volta se ci verrà concessa questa convocazione, ma basta giocare, proprio basta con le parole, non ci interessano più.
Il 15 luglio il sottoscritto in qualita di agricoltore e nient'altro propone ai "COMITATI IN RETE", ai "COMITATI SPONTANEI", ad "ALTRA AGRICOLTURA" a "CODIFAS" ai "COMITATI DEI SINDACI DEL CALATINO" e molto umilmente a "CONFAGRICOLTURA", "CIA", "COLDIRETTI", "FEDERCOLTIVATORI", agli agricoltori senza sigla, ai SINDACI, e se il Signore vorrà darci una mano in questa giusta battaglia anche ai VESCOVI di tutta la SICILIA, di fare quello che questa terra aspetta da decenni e cioè che il suo popolo alzi la testa per cominciare a camminare con la schiena diritta.
L'ho gia detto in tante altre occasioni: non chiedetevi chi è l'autore della presente e che tanti di voi hanno conosciuto, è il signor nessuno. Chi legge è pregato di riflettere sul contenuto della lettera e chiedersi se lo condivide , non abbiamo molto tempo.
Lentini - Egr. Sindaco, Le scrivo per evidenziarle la sospensione del servizio di mensa nelle scuole di Lentini cui si è proceduto con una, me lo consenta, insostenibile leggerezza. Un servizio di refezione scolastica avviato in ritardo, sospeso per due settimane nel corso dell’anno e concluso prima del tempo.
Leggerezza, sì un’insostenibile leggerezza per almeno due buoni motivi che un amministratore lungimirante dovrebbe tenere in debito conto. Primo. La sospensione prolungata del servizio ha come conseguenza diretta, per il prossimo anno, in presenza di una politica scolastica che tende a ridurre l’offerta formativa, mette in discussione l’esistenza stessa del tempo prolungato e di almeno 15 posti di lavoro in questo già disastrato territorio. Secondo.
L’interruzione di un pubblico servizio danneggia le famiglie che, le ricordo, scelgono e programmano l’iscrizione dei loro figli nelle scuole, riflettendo oltre che sulla qualità dell’insegnamento e delle garanzie educative, anche più prosaicamente, sulla strutturazione dell’orario delle lezioni. Il modello della mamma-casalinga ha ceduto il passo ad una mamma–casalinga-occupata nel mondo del lavoro che usufruisce di un tempo contingentato e definito.
La rete di sostegno familiare regge con difficoltà ogni defaillance della scuola, anche in presenza di modifiche parziali di orario (anche apparentemente ininfluenti). In un territorio dove manca – per volontà o per un destino cinico e baro – il tempo pieno nella scuola dell’obbligo, questa ulteriore contrazione dei servizi rischia di peggiorare il quadro. Tutto questo sarebbe “digeribile”, come tante altre contrazioni dei servizi, se legata ad un un problema del bilancio, come dai ripetuti colloqui con l’Assessore Maenza era emerso.
“Non possiamo perché siamo in dodicesimi” è stata la motivazione adotta per la sospensione del servizio. A parte chiedermi e chiederLe perché a metà anno non disponiamo ancora di un indispensabile strumento politico come il bilancio, mi domando perché, pur avendo programmato la chiusura del servizio per la fine di aprile, lo si è comunicato alle famiglie a pochi giorni dalla fine del mese quando la gran parte dei genitori avevano provveduto a pagare le quote di coopartecipazione al servizio di maggio.
Ancora una volta un’insostenibile leggerezza che però diventa insopportabile quando, approfondendo la mia conoscenza dell’attività amministrativa, scopro che le somme maturate sono 16.000 euro nei primi due mesi dell’anno con la copertura di 5970 pasti e di 11.000 euro nei due successivi con la copertura di 4100 pasti. Appaiono incongruenti rispetto ad una base comune di calcolo dei dodicesimi del capitolo (io non la conosco ma i conti sono presto fatti) e non considerano nell’impegno di spesa il necessario contributo delle famiglie che ridurrebbe l’esborso del comune e, conseguentemente, consentirebbe la prosecuzione del servizio.
Perché, mi chiedo, tanto pressappochismo mentre si osserva un’intensa attività amministrativa per realizzare le attività a sostegno della Festa di Sant’Alfio. Si sa, dopo la festa, si dice la scuola è finita! Perché agitarsi, basta temporeggiare, fidando nella rassegnazione supina del cittadino e nell’indifferenza delle istituzioni scolastiche. Non capisco, non mi adeguo e non rinuncio ad esercitare quella che il buon Hirshman chiama la “voice”.
Da domani comincerò ad esigere, spero non da sola, il rimborso delle poche decine di tagliandi che davano a mio figlio l’accesso alla mensa e lo farò utilizzandoli uno per volta. Fra poche settimane mio figlio finirà il suo ciclo di scuola dell’infanzia e il buon senso dovrebbe consigliarmi di lasciar perdere, ma vorrei sapere quali siano in questa città le politiche per l’infanzia e per le famiglie, quali sia l’idea di sviluppo economico e sociale, quali siano – con un provabile riduzione dei trasferimenti - gli obiettivi prioritari. Vorrei capire, vorremmo capire per poter scegliere.
Rossana Sampugnaro Consigliere Consiglio di Istituto del II Istituto Comprensivo di Lentini
Caro direttore scrivo questa lettera per sottolineare e attenziononare la grave situazione in cui versa l'Istituto superiore di marzamemi Paolo Calleri, l'istituto avendo 2 indirizzi agrario e alberghiero ha un notevole numero di alunni.
Circa 4 anni fa la provincia ha dichiarato inagibile una parte dell'istituto nella quale sono collocati i laboratori di cucina e di sala .
Ultimo aggiornamento: 03 Dicembre 2009 - 19:06
Il Vescovo agli uomini delle istituzioni del territorio
«Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri e soprattutto di coloro che soffrono – ha ricordato il Concilio Vaticano II -, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e non c’è nulla di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore» (Gaudium et spes, 1). Sempre, ed ancor più in un tempo di crisi come quello che stiamo attraversando, sono tante le persone che bussano alle nostre porte: cerchiamo nell’immediato di rispondere con i Centri di aiuto e di ascolto, mentre con le opere della carità antiche e nuove abbiamo offerto ed offriamo a tutto il territorio segni concreti che aiutano a capire come si possono sviluppare percorsi di solidarietà e di promozione delle persone e della comunità.
Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2010 - 16:29
Barbarossa, Sol.Co.:"Vagoni di milioni per progetti sociali ... ma per chi?"
Prendo spunto dalle ultime notizie di stampa sugli ”investimenti” che la Regione starebbe facendo per sviluppare le politiche sociali e sanitarie in Sicilia:
- azioni per il contrasto alla povertà
- programmi di inclusione sociale
- formazione professionale per i giovani
- sportelli multifunzionali
- politiche attive del lavoro
- politiche per la famiglia
A dicembre 2009, dopo lunghe e faticose battaglie in difesa dei diritti degli ultimi, orchestriamo una Manifestazione regionale di protesta. Il 3 dicembre a Palermo sarebbero arrivate 3 – 4 mila persone a chiedere l’esigibilità dei loro diritti ed un welfare delle opportunità e non dei favoritismi.
La politica ci ha chiesto di dialogare e di non protestare. Si è aperto un tavolo di confronto, al termine del quale sono stati concordati gli interventi necessari a costruire il bene comune. La Finanziaria sarebbe stato il luogo per certificare questi interventi; ed invece nella Finanziaria dei favori e dei privilegi di questi interventi non c’è traccia.
Nella Finanziaria spiccano i favori della “tabella H”, che fanno pandant con il modo di assegnare i Corsi della Formazione professionale, i Corsi del Fondo sociale europeo, i finanziamenti degli Sportelli multifunzionali, i corposi finanziamenti al Ciapi su finte politiche attive del lavoro, le risorse dell’Inclusione sociale, gli ampliamenti degli accreditamenti in campo sanitario, i fondi per la riabilitazione dei disabili,…
A nessuno interessa se ciò che si fa è buono, se produce benessere sociale, se è fatto con competenza ed efficacia: oggi ci si accorda preliminarmente per dare ed avere, senza qualità, pragmaticamente.
I sistemi di valutazione dei progetti sociali promossi dalla Regione hanno premiato i “soliti noti” ed in altri casi “illustri sconosciuti”, mentre chi ha know how e vive ogni giorno sul campo adesso sta a guardare. Forse chi vince è più “disponibile”?
Le cooperative sociali hanno espresso grande preoccupazione per il comparto e per le tante persone assistite dai cooperatori sociali, ancora una volta bistrattate dalle istituzioni.
Si confidava che proprio in un momento ed in un contesto di forte crisi del Welfare, quale quello odierno, in cui le aspettative delle persone con bisogni sono interamente deluse e la negazione dei loro diritti è sempre maggiore, ci fosse realmente e concretamente una attenzione da parte dell'Assemblea Regionale e del Governo nell'accogliere le richieste che le organizzazioni del movimento cooperativo sociale avevano formulato.
Il degrado della politica, delle istituzioni, al di là della punta di iceberg che la magistratura fa vedere in maniera eclatante è ormai diffuso e irredimibile. Accanto ai privilegi ci sono i favori e tutto viene vissuto in una logica di scambio ed in un disegno assolutamente trasversale.
Non c’è più spazio per sogni ed illusioni, desideri e speranze. C’è la realtà fatta di degrado e arroganza.
Non c’è più spazio per l’indignazione, per la lotta in favore della giustizia, per il desiderio di fare il bene comune: cose di tutti parlano, ma che nessuno agisce.
La polverizzazione delle risorse è una scelta precisa che non va in direzione degli effettivi bisogni dei cittadini più fragili e non copre i livelli essenziali di assistenza e di cura, lasciando sempre più persone prive di servizi e diritti, mentre sicuramente arricchisce soggetti intermedi.
Speriamo che si voglia vigilare con attenzione su come le vagonate di milioni che effettivamente sono disponibili per il sociale ed il sanitario vengono utilizzate per costruire una società dei diritti e delle opportunità, mettendo al bando le clientele ed i favoritismi.