Riceviamo e pubblichiamo
Disservizi ad Augusta: per sostituire un filo tranciato due settimane
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di Stefano Stella   
Martedì 02 Febbraio 2010 - 13:04

La situazione dell’illuminazione è sotto gli occhi di tutti.

Per ricollegare un filo tranciato per errore sul lungomare paradiso ci sono volute più di 2 settimane.

Per aver sostituito un lampione caduto.... un anno ancora non è sufficiente, per una lampadina parliamo di mesi ed intanto ...... le plafoniere cadono, i lampioni cadono, intere vie sono al buio da mesi e segnalare malfunzionamenti o altro è INUTILE, la classica “perdita di tempo”.

Tags: Augusta | disservizi | stefano stella

Ultimo aggiornamento: 02 Febbraio 2010 - 23:15
 
Lucia di Svezia, scrive Maria, svedese in Sicilia
Lucia era una Santa o preferivate
fosse una velina?
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di Damiano Chiaramonte   
Sabato 12 Dicembre 2009 - 22:31

Buongiorno,
sono una cittadina svedese che si trova temporaneamente in Sicilia. Oggi io e mio marito (italiano) cercando informazioni sulla festa di Santa Lucia che si sta svolgendo nella vostra città abbiamo letto l'articolo del Sig. Damiano Chiaramonte.
A tal proposito ho fatto le seguenti riflessioni che vorrei esternarle:
1) Qual'è¨ l'informazione utile per i lettori dell'articolo?
2) Santa Lucia era una santa, quindi non doveva avere proprio le doti che possiede la Lucia svedese? O doveva essere una velina?
3) Per quanto riguarda la bellezza, quello che è bello per voi, non è necessariamente bello per gli altri e vice versa (come dicevano i vostri illustri antenati: "de gustibus").
In Svezia le gare di bellezza hanno ormai perso ogni importanza e sono considerate umilianti e anacronistiche. Anzi, non hanno mai avuto la stessa importanza che hanno ancora qui. In Svezia lavorano quasi l'80% delle donne (in Italia circa il 45%). Il 50% dei parlamentari svedesi sono donne (in Italia solo il 10%). Le donne italiane non hanno mai primeggiato per fare le manager, ma ormai purtroppo neanche per procreare bambini.
Le donne svedesi lavorano, fanno bambini e mandano avanti il loro paese; quelle italiane dovranno invece continuare solo a partecipare ai concorsi di bellezza? Mi auguro proprio di no.
E' quindi con profondo rammarico, Direttore, che le scrivo queste mie riflessioni poichè l'articolo del suo collaboratore secondo me ha banalizzato un evento potenzialmente ricco di significati sul piano della conoscenza e del rispetto reciproci.
La vostra bellissima terra e la gente che vi abita meritano il rispetto che il suo giornale saprà certamente interpretare al meglio.
 

Nel ringraziarla per l'attenzione che vorrà prestare alla lettura del mio messaggio, le porgo cordiali saluti.
Maria


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Gentile Signora Maria,
non possiamo che "incassare" come un pugno sullo stomaco i dati che Lei garbatamente (e anche un pò subdolamente) sciorina sulla condizione femminile svedese rispetto a quella italiana e siciliana in particolare. Ma dobbiamo ribadire però quanto detto in risposta al signor Fabrizio Campisi nella lettera accanto. Ironicamente volevamo sottolineare le straordinarie doti umane della Lucia di Svezia 2010 che certamente sovrastano l'aspetto fisico (anche se si fosse trattato di un uomo) .
Le informazioni utili per i lettori sono contenute nell'articolo che Lei gentilmente critica. C'è solo una sottile aggiunta rispetto ad un pezzo di cronaca: la satira. E stento a credere che anche Lei, come Fabrizio, abbia preso troppo sul serio il pezzo in questione visto che in Svezia la satira è ampiamente praticata tanto che il fumettista Lars Vilks, autore di una vignetta sul profeta Maometto, come era già successo ad un collega danese, è finito nel mirino di Al Qaeda. La satira è permessa solo in Svezia, gentile Maria, o possiamo praticarla anche noi maschilisti siciliani?
Buona permanenza in Sicilia
Damiano Chiaramonte
 

Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre 2009 - 01:41
 
Ci scrive don Palmiro Prosutto
Promesse non mantenute, scaduti i termini per riaprire il Santuario Adonai
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di Direttore   
Domenica 18 Ottobre 2009 - 19:57

Egregio direttore,

era il 19 settembre 2009 quando il Giornale di Sicilia pubblicava con tanto di locandina esterna che il santuario dell’Adonai di Brucoli era pronto per essere riaperto. Mancava solo l’ultimo collaudo.

Nel frattempo è stato riaperto il palazzo Bellomo di SR (dopo cinque anni di restauro), era stato dato l’annuncio che anche il castello di Brucoli era stato riaperto (dopo due anni di restauro, ma, di fatto, solo per poche ore e solo per “passerelle” o occasionali manifestazioni). Qualche settimana prima era stato consegnato ( a chi?) il restaurato forte Vittoria. Irraggiungibile prima ed anche adesso.

Militarizzato da tempo il forte torre Avalos.

Chiuso ancora, da decenni, il castello svevo di Augusta. (Anche il piccolo museo della piazzaforte che vi stava dentro ha dovuto traslocare). Anzi è stato chiuso.

L’hangar per dirigibili di Augusta aspetta ancora.

Megara Hyblaea è tagliata fuori dai circuiti turistici e altri tesori del nostro territorio (per es. le catacombe del Mulinello) non li conoscono neanche i residenti.

Dalla Sicilia, da Augusta, è partito con un viaggio spettacolare il sommergibile Toti per trovare posto a Milano nel museo della scienza; ad Augusta arrugginisce in pace il suo sommergibile gemello Mocenigo.

La convinzione che mi sono fatta è quella che il “centralismo siracusano” domini tutto a scapito della periferia. Forse il turismo “a Siracusa” vale più di quello di Augusta.

Certo, Siracusa deve vivere di turismo, invece Augusta deve morire di petrolchimico.

Ad Augusta sono sorti in questi ultimi anni vari alberghi: il Venus, la Cavalera, lo Zuppello, Campolato, vari bed-breakfast, in aggiunta al villaggio turistico di Brucoli, a Villa Marina, a villa e baia dei Cesari.

Una città che stava imboccando una strada diversa da quella indicata da amministrazioni miopi e forse troppo legate a quelle multinazionali che hanno devastato e saccheggiato il territorio e l’ecosistema e distrutto o seriamente compromesso la risorsa pulita del turismo.

Anch’io mi considero una sorta di “operatore turistico”, ma non nel senso classico del termine. Con il santuario dell’Adonai offrivo un servizio particolare, a gruppi e associazioni religiose desiderose di godere (senza le spese esorbitanti degli hotel) di un luogo fantastico ricco di fascino e di storia, offrivo un luogo di preghiera e di contemplazione, di pellegrinaggio, un luogo dove vedevo scorazzare felici nugoli di bambini e ragazzi che indossavano la divisa degli scout. Da quando iniziarono i lavori cosiddetti di “restauro” il santuario è stato chiuso ai fedeli. Oggi, 18 mesi dopo la fine dei lavori, il santuario è disabitato e chiuso.

Da oltre un anno e mezzo, per quella meravigliosa burocrazia siciliana, espertissima in abili disguidi e ritardi artificiosi, ma inattaccabile perfino dal ministro Brunetta, il Santuario dell’Adonai aspetta la fine del collaudo iniziato il 30 giugno 2009, dopo 13 mesi dalla fine dei lavori durati complessivamente 17 mesi contro i 12 previsti. Si capisce che i collaudatori devono svolgere un lavoro assai più pesante e impegnativo di quello dei muratori.

Per iniziare il restauro dell’Adonai sono occorsi 17 anni dal sisma del 1990. Per tutto questo dobbiamo dire un sentito grazie a quella Regione Siciliana che per altre cose (Termovalorizzatori e Rigassificatore) nei confronti del nostro territorio ha seguito iter ad “altissima velocità”. Accoglienza e turismo non devono avere nessuna precedenza nella zona nord di Siracusa, forse perché hanno deciso per noi la logica che ha fatto sparire Marina di Melilli.

Speravo che con 1.150.000,00 euro complessivi, stanziati con la legge 433/91 il Santuario tornasse all’antico splendore. Invece lo splendore della sua antichità è stato irrimediabilmente annientato, i lavori sono stati fatti male e pregiudicano già il futuro dello stesso santuario. Le mie proteste e le osservazioni sui lavori sono state considerate solo una scocciatura da quelli che avevano ottenuto l’incarico dalla regione siciliana.

Gli esposti alla Sovrintendenza, alla Regione, alla Protezione civile, inviati tempestivamente e preventivamente, venivano presi in considerazione solo dopo almeno due mesi di ritardo, quando il danno era ormai fatto. A documentare lo scempio di tale deprimente restauro sono rimaste le fotografie.

Qualcuno ha tentato perfino di addossare a me la colpa dei ritardi per via di queste osservazioni e per il fatto che prima ancora del collaudo, quando (10 mesi dopo la fine dei lavori) me lo volevano riconsegnare in quello stato pietoso, ho detto di no. A modo loro avrei dovuto soggiacere supinamente a quelle logiche del “qui comando io e lei stia zitto” e “o se lo prende così oppure non lo riavrà mai”. Vorrei ricordare che il sottoscritto per avere “il diritto alla ricostruzione” ha preso parte alle barricate dei terremotati del 1991 perché non voleva essere un cittadino di serie B.

Progettisti, impresa e funzionari, invece, si sono trovati tra le mani, senza aver mai lottato come abbiamo fatto noi, in un piatto d’oro (per lavori, incarichi e parcelle) una somma che è stata spesa male, che è servita solo per distruggere uno dei monumenti più belli e più significativi del nostro territorio.

La mia presenza quotidiana in cantiere era stata mal sopportata: cosa speravano, che consegnassi loro le chiavi e me ne andassi per tornare a distruzione finita?

Durante questi mesi, per salvare il salvabile e riottenere il possesso del santuario ho scritto a tutti: dal presidente della provincia a quelli della regione e perfino al presidente della repubblica;

ho scritto alla commissione di storia patria, all’assessore provinciale ai beni culturali perfino al ministro per i beni culturali;

ho scritto al prefetto e al presidente del consiglio;

ho scritto ai dipartimenti competenti della protezione civile locali, regionali e nazionali prima ancora del terremoto in Abruzzo, dove, in pochi mesi, a tempi di record hanno realizzato quello che qui in Sicilia non è stato possibile in quasi venti anni. Allora è d’obbligo pensare che le calamità non sono tutte uguali.

I funzionari della protezione civile nazionale e regionale sono troppo impegnati a presenziare nei luoghi disastrati lasciando totalmente sguarniti e incapaci di dare risposte gli uffici preposti, dove parlare con gli interessati è come cercare i morti sotto una montagna di fango, tanto per ricordare l’ultima tragedia dove, ancora una volta, le vittime rischiavano di essere considerate di serie B, perché siciliane.

Le poche risposte ottenute dalle istituzioni sono state di meraviglia e di sollecitazione; alcune non hanno mai risposto benché nei siti hanno la rubrica “contattaci”.

Ho contattato Porta a porta: nessuna risposta. Per l’Abruzzo si cambia persino il palinsesto.

Ho contattato più volte Mi manda rai tre: due risposte: “Ne parleremo in redazione”. Ne staranno ancora parlando.

Ho contattato Report, Ballarò, Anno zero, Buon giorno regione, Bell’Italia. Niente. È passato troppo tempo dal terremoto del 1990. Il caso è (dovrebbe essere) chiuso.

Striscia la notizia: “Grazie per avercelo segnalato”!

Un politico importante della provincia di Siracusa, che ricopriva il ruolo di assessore alla ricostruzione, oggi parlamentare regionale, era stato informato della mancata riconsegna appena il 1° settembre 2008 e aveva promesso “subito” il suo interessamento.

Mi è venuto il sospetto di aver pestato i piedi a qualcuno potente o importante, ma che non è stato all’altezza del compito.

Da settimane vedo il presidente del consiglio che consegna le chiavi delle nuove case: al santuario dell’Adonai, invece, cambiano perfino i lucchetti ai cancelli, impedendo perfino di prenderci cura della vegetazione secolare e di quella ornamentale.

Ad Assisi, a L’Aquila hanno raccolto i frammenti degli affreschi con i setacci: al Santuario Adonai sono stati addirittura distrutte parti architettonicamente e storicamente rilevanti, lo ha riconosciuto - ma solo a lavori finiti - perfino la sovrintendente di Siracusa imponendone il ripristino.

Eppure il progetto di restauro aveva avuto preventivamente tutti i visti e le approvazioni. Ma questo progetto personalmente non l’ho mai visto prima dell’approvazione. Solo dopo l’inizio dei lavori ho potuto conoscerlo man mano che i lavori avanzavano e sin da subito ho capito che il Santuario avrebbe perso per sempre il suo aspetto antico.

Nell’estate del 2007, quando ancora erano in corso i lavori di restauro, era tornata dopo sette anni una troupe di Linea Blu della Rai a fare le riprese sul santuario, ma giunti sul luogo mi dissero: “Scusi, Padre, ma dov’è andata a finire l’antichità di questo santuario?”.

Anche in queste ore, sette mesi dopo il terremoto, il presidente del consiglio è andato in Abruzzo a distribuire sorrisi e a consegnare chiavi. Qui grazie alla regione Sicilia e, grazie alla protezione civile regionale, dopo quasi 19 anni dal sisma possiamo ancora attendere: siamo siciliani tenaci … nell’attesa.

Una volta in Italia esisteva il reato di “omissione di atti d’ufficio”. Ma, come sappiamo, in Sicilia o questo tipo di reato non esiste, oppure la regione Sicilia, non fa parte dell’Italia. Oppure gli appalti sono stati dati “alla siciliana”. Il terremoto del 1990 lo ha ben dimostrato.

Brucoli, 18 Ottobre 2009 Sac. Prisutto Palmiro

 


 

Tags: brucosi

Ultimo aggiornamento: 19 Ottobre 2009 - 21:48
 
Una rotatoria tra via Lo Surdo e via Braile
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di Alessandro Terranova   
Sabato 18 Luglio 2009 - 07:41

Caro Direttore

mi chiedo come in una città come Siracusa che è stata dotata di numero rotatorie, in posti dove addirittura non vi era lo spazio necessario a crearle, non si sia pensato di costruirne una all'incrocio tra via Lo Surdo e via Braile, incrocio che si presta in modo naturale alla posa di una grande rotatotia e che fino ad ieri è stato protagonista dell'ennesimo terrificante incidente stradale. Certo di un suo interessamento, Le porgo cordiali saluti.

Dott. Alessandro Terranova

________________
 

Grazie della segnalazione, continui a seguirci

gic

 
Ci scrive Fabrizio Campisi sulla Lucia di Svezia
Per favore non confermate la teoria
della donna bella per forza
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di Damiano Chiaramonte   
Sabato 12 Dicembre 2009 - 23:18

Gentile Signori

sul TIME magazine di una paio di settimane fa ho letto un articolo in merito alla decadente cultura italiana. In base a quanto scritto dagli "Americani", Berlusconi ha da una decina di anni cambiato il modo di pensare e il modo di concepire il fatto di essere Donna in Italia.

Un passo del testo afferma infatti che, se prima una donna bella e bionda veniva presa come una stupida, adesso una bella ragazza e' pragmatica e intelligente.

 

Io sono personalmente d’accordo con il pezzo..ma questa e' una questione personale.

La cosa che mi preoccupa di più e' invece che oggi aprendo il mio caro GDS trovo un articolo di Damiano Chiaramonte che criticava la "poco bellezza" della Santa Lucia di Svezia 2009....come dire, ma se non e' bella.. ca venutu a fare ra Svezia? figlioli ciu belli na vemu ca!

 

Ho deciso di scrivere questa email sicuramente non per criticare ma per pregarvi di non confermare la decadente teoria secondo la quale la donna deve per forza essere bella. Non vivo più a Siracusa da anni e credetemi di Siracusane molto intelligenti ne ho viste ovunque.

 

Vi ringrazio per l’attenzione

Buon Natale

Fabrizio Campisi

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Gentile Fabrizio,

 

lungi da noi la volontà di confermare la decadente teoria a cui Lei argutamente fa riferimento. Il nostro ironico pezzo sulla “reginetta della luce” 2009 si proponeva semmai il contrario, elogiando (anche se con “vile” sarcasmo) le qualità morali della ragazzotta svedese che, certamente (ne converrà anche Lei), sovrastano quelle esteriori (tra l’altro brutta proprio non è la signorina Sofia). Ci conceda l’affettuoso invito, caro Fabrizio, a non cedere invece ad un altro sport poco salutare che gli Italiani purtroppo praticano con preoccupante frequenza: prendere e prendersi sempre, troppo sul serio.

 

Ci conceda sempre l’onore della sua attenzione. A nome del “suo” GDS

Damiano Chiaramonte   

P.S. Auguri di Buon Natale anche dal nostro Direttore

Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2009 - 23:46
 
Esausto il presidente della locale associazione
Chiede da tre mesi la sostituzione di lampade al Plemmirio
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di Marcello Lo Iacono   
Sabato 14 Novembre 2009 - 19:34

Siracusa - "Alla fine di agosto us ho parlato con la segreteria dell'architetto Amato dell'assessorato ai LLPP per la sostituzione di alcune lampade dell'impianto in oggetto. Mi hanno indirizzato al funzionario Tardonato fornendomi il numero del cellulare di servizio. Messomi in contatto con questo responsabile sono stato dallo stesso rassicurato sull'immediata segnalazione alla squadra di manutenzione. Il 30.09.09 ho mandato un sms di ulteriore sollecito ma ancora ad oggi le lampade sono miseramente spente. E' lecito porsi la domanda quanto deve costare, in termini di tempo e di denaro, ad un cittadino fare sostituire due semplici lampade? E' lecito porsi a quali più importanti compiti è adibito un responsabile che non è capace di rispondere in termini seri ad una legittima richiesta di intervento?"

Saluti

Associazione Plemmirio
Il Presidente
Marcello Lo Iacono
 

Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2009 - 00:18
 
Ma quali spiagge pulite parla l'assessore?
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di Simone Palmintieri   
Lunedì 17 Agosto 2009 - 15:00

Caro direttore, dopo il servizio di oggi di tg3 regione bisogna correggere l'articolo
sulle spiagge pulite di Fontane Bianche.

Tags: siracusa

Ultimo aggiornamento: 17 Agosto 2009 - 18:56
 
Cassonetti di rifiuti pericolosi a Terrauzza in zona balneare...si fa per dire!
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di Direttore   
Domenica 12 Luglio 2009 - 07:49

Egregio Direttore,
scrivo la presente con la speranza che questa mia venga definitivamente accolta, almeno da lei, poichè  ho richiesto anche agli organi competenti l'intervento che mi accingo a spiegare:
Terrauzza (Area protetta zona balneare Siracusa) si fa per dire...:
Desidero segnalare dei cassonetti rifiuti pericolosi nelle vicinanze di una traversa sterrata (IV traversa tonnara di siracusa) scenario di discariche abusive dovuti alla ignoranza della gente e al servizio IGM che non raccoglie i rifiuti quotidianamente.
La carreggiata di per sè  è molto stretta, a doppio senso di circolazione e tra le altre cose in una curva a gomito.
Attendo Sua pregiata risposta, per Vs servizio stampa.

 

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La ringrazio per la segnalazione che verificheremo subito. Continui a seguirci. Grazie

gic

 


 
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