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Mercoledì, 19 Giugno 2013

Gli scavi portano alla luce un presepe modellato a mano

Viaggio tra le rovine dell’antica Grammichele
Al Rizza "Occhiolà, un presepe dei monti Erei"

Il borgo di circa tremila abitanti fu distrutto dal potente sisma del 1693 del Val di Noto e riedificato a poca distanza

Tags: archeologia | dante | grammichele | occhiolà | patanè | siracusa

b_250_0_16777215_00___images_siracusa_articoli_2012_02_CULTURA_SPETTACOLO_occhiol.jpgSiracusa – Interessante appuntamento con la storia e l’archeologia domani alle 17,30 nell’aula magna dell’istituto tecnico commerciale "Rizza" di Siracusa. Ospite della sezione aretusea della Dante Alighieri sarà l’archeologo Andrea Patanè che illustrerà al pubblico presente i risultati di una ricerca condotta nell’entroterra catanese tra i resti dell'antico borgo Occhiolà. Il paesino, distrutto dal potente sisma del 1693, venne riedificato ad un paio di chilometri di distanza, nell’odierna Grammichele.  Alle pendici dei monti Erei, i ricercatori hanno individuato, tra le antiche rovine, un piccolo presepe modellato a mano a testimonianza della dedizione e della fede dei circa tremila abitanti che vivevano nel borgo. “Occhiolà, un presepe dei monti Erei” è il titolo della conversazione aperta a tutti che, sottolineano gli organizzatori, costituirà “un viaggio nel tempo, tra le case basse, le vie tortuose e il castello del piccolo centro situato alle pendici dei monti Erei, dove il tempo si è fermato a quella mattina di gennaio, quando la terrà tremò. Tre secoli dopo, gli archeologi ritrovano fra le macerie e i detriti di quella “città fantasma” dei reperti segni di una feconda attività che riempiva la vita di un grazioso e mite paese medievale della Sicilia.”