Si tratta di Paolo Ballatore di 54 anni
Cerca un lavoro e spara a salve al Comune
Arrestato disoccupato canicattinese
- Categoria: Cronaca
- Pubblicato Giovedì, 05 Luglio 2012 13:20
- Scritto da Gagi
Canicattini – Era entrato ieri intorno alle 13 nel Palazzo Municipale cercando il sindaco Paolo Amenta, in quel momento impegnato a Siracusa nell’incontro dei primi cittadini sul Piano Paesistico, per chiedere aiuto nella ricerca di un lavoro, sempre più difficile da trovare a Canicattini Bagni così come in provincia di Siracusa, alla fine è finito a minacciare sparando anche alcuni colpi di pistola, rivelatasi poi una scacciacani, due amministratori, il vice sindaco Salvatore La Rosa e il consigliere comunale Corrado Cataldi. È finita così nella camera di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Noto, in attesa del processo che lo giudicherà per direttissima, la disperazione di un 54enne disoccupato di Canicattini Bagni, Paolo Ballatore, sposato e padre di due figli, uno dei quali con problemi di disabilità psichica.![]()
Da sinistra il vice sindaco La Rosa e il consigliere Cataldi
L’uomo che è già accompagnato e sostenuto, come tanti cittadini in questa difficile crisi che sta attraversando il paese, dai Servizi Sociali del Comune, attraverso le misure messe in campo dall’Amministrazione del sindaco Amenta, ad iniziare dalle “borse lavoro” , 300 euro per 45 ore di lavoro, lo “staff famiglia”, i buoni spesa e così via, ieri voleva la certezza di un lavoro da parte degli amministratori canicattinesi, cosa che evidentemente non è stato possibile garantire, e allora è andato in escandescenza, chiudendosi con i due amministratori nella stanza degli assessori e sparando in aria due colpi di quella pistola giocattolo che gli è costato l’arresto da parte dei carabinieri della locale stazione, intervenuti assieme ai vigili urbani.
Momenti di tensione tra il personale comunale, mentre La Rosa e Cataldi, che conoscono bene Ballatore, tentavano di calmare l’uomo e indurlo alla ragione. Alla fine però è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine che hanno arrestato l’uomo, in flagranza di reato, con l'accusa di minacce e violenza a pubblico ufficiale.
Nessuna denuncia nè tantomeno costituzione di parte civile è stata presentata da parte dei due amministratori pubblici e dal sindaco Paolo Amenta che, al contrario, si sono dichiarati dispiaciuti per quanto successo addebitandolo ad un momento di "crollo" del disoccupato a causa di un bisogno che diventa sempre più profondo.
Cresce infatti il disagio e i Comuni, in prima linea nel dare risposte alle tante disperazioni di tutti i giorni, si ritrovano giorno dopo giorno con le risorse economiche sempre più ridotte, come ha denunciato ancora una volta il sindaco Paolo Amenta che è anche vice presidente regionale di Anci Sicilia, frutto dei tagli che Stato e Regione stanno già effettuando in applicazione del Federalismo Fiscale che, ironia della sorte, in Sicilia, in quanto a statuto autonomo, non viene applicato nella parte relativa alle “compensazioni” ai tagli (i tagli vengono rimborsati con irpef e iva, per tre anni sino a quando i Comuni non saranno "autonomi" nelle entrate), non avendo la Regione ancora creato i fondi perequativi e sottoscritto il protocollo con lo Stato.
Dunque, i 390 Comuni siciliani, a differenza di quelli del resto d’Italia, si ritrovano con le risorse economiche sottratte in virtù di questo provvedimento, con la conseguenza di dover tagliare servizi importanti come ad esempio quelli sociali, senza averne in cambio nessun “risarcimento”.
Eppure, proprio in Sicilia i dati del disagio sociale sono drammatici, ma se per questo l’altro dramma, come sottolineava ieri il sindaco Amenta, è dato dal fatto che al 31 dicembre scadranno i piani per le politiche sociali e ancora non è stata programmata e finanziata la nuova triennalità che dovrebbe mettere in condizioni i Comuni di poter programmare gli interventi.



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