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Mercoledì, 19 Giugno 2013

Ramarico di Sandro Romano per un eventuale commissariamento

Preoccupazione di Confcommercio Siracusa
per i conti del comune capoluogo

Romano: "Sono comunque fiducioso che il Consiglio comunale sappia svolgere fino in fondo il mandato che i cittadini hanno dato loro con grande generosità"

Tags: Confcommercio | consiglio comunale | conti | sandro romano | siracusa

Il presidente di Confcommercio, Sandro Romano
Il presidente di Confcommercio, Sandro Romano
Siracusa - Preoccupazione da parte di Confcommercio Siracusa per la situazione finanziaria del Comune capoluogo. In una nota, il presidente provinciale Sandro Romano, esterna quali potrebbero essere le ricadute socio-economiche sull'intera cittadinanza in caso di commissariamento dopo il parere sfavorevole del collegio dei revisori dei Conti sulla proposta di bilancio di previsione.

«Purtroppo, l'esplosione di spese per investimenti, come l'accensione di mutui e prestiti che sono passati da 9, 5 milioni nel 2010 a 245,8 milioni nel 2012 – afferma Romano - senza una ricaduta reale in termini di servizi o di qualità della vita, hanno costretto, a ragione, i revisori dei conti, ad esprimere il proprio parere negativo, articolato in un modo dettagliato.
Ritengo che il Consiglio comunale, che rappresenta, o almeno dovrebbe, le esigenze della propria comunità, abbia il dovere di salvaguardare gli interessi di tutti i cittadini, specie in un momento di collasso economico. Se malauguratamente
– continua l’esponente di Confcommercio - in seguito alla mancata approvazione del bilancio di previsione, la Regione mandasse un commissario ad acta, con lo scopo esclusivo di far quadrare i conti, sarebbe una ulteriore tegola sulla testa dei commercianti, dei lavoratori, dei professionisti e di tutte le famiglie che vedranno aumentare a dismisura la tassazione locale.
Sono comunque fiducioso che il Consiglio comunale sappia svolgere fino in fondo il mandato che i cittadini hanno dato loro con grande generosità e che non lasci scivolare la propria responsabilità a chi, come nel caso del commissario esterno, avrebbe il semplice dovere di applicare delle regole economiche a scapito delle istanze "politiche" del territorio. Il Consiglio comunale, infatti, ha il dovere politico, oltre che morale, di tenere conto dei bisogni della propria comunità, ed applicare tutte quelle strategie per risolvere i problemi che affliggono la società. É prerogativa del Consiglio comunale approvare il bilancio apportando gli eventuali emendamenti, al fine di approdare verso un bilancio che tenga sempre conto delle esigenze che vengono dalla comunità.
Non vogliamo entrare nel merito delle scelte politiche 
– aggiunge ancora Romano - in un contesto sociale assai delicato, ma sicuramente abbiamo il dovere, sia come rappresentanti di una categoria imprenditoriale, sia come cittadini impegnati nella crescita della propria terra, di monitorare il lavoro dei nostri rappresentanti politici, per denunciare chi si macchia di una colpa grave come la mancata approvazione del bilancio di previsione. Le soluzione sono ancora possibili se si vuole venire in contro ai bisogni che le famiglie, le imprese e i lavoratori oggi reclamano, si tratta, tuttavia, di avere il coraggio di affrontare scelte impegnative, forse, mai affrontate sino ad oggi in virtú di accordi che non consentono di liberare alcune risorse a favore di tutti i cittadini.  Sicuramente – Conclude Sandro Romano - l'assenza della politica genererà, ancor di più un sentimento di anti politica, tuttavia, la nostra associazione si mobiliterà a favore di quanti tenteranno di allontanare la minaccia di commissariamento del bilancio comunale di previsione, apportando tutti quei correttivi a favore delle famiglie, delle imprese, dei lavoratori».