La vicenda rigassificatore al centro delle polemiche
Pronta la risposta di Trigilio e Bonomo
al coordinatore del Tavolo Pippo Gianninoto
- Categoria: Politica
- Pubblicato Sabato, 04 Agosto 2012 22:25
- Scritto da Gagi
Siracusa – Chiamati in causa dal coordinatore del Tavolo per il Lavoro e lo Sviluppo della provincia di Siracusa, Pippo Gianninoto, tra l’altro, segretario provinciale della CNA, in merito alla mancata autorizzazione del rigassificatore di Melilli, non si è fatta attendere la risposta dell’assessore regionale ai beni Culturali, Amleto Trigilio, e del deputato regionale Mario Bonomo, componente del Tavolo il primo, nella sua veste di imprenditore, e di firmatario della piattaforma sottoposta al presidente della Regione Lombardo, il secondo.![]()
Da sinistra: l'assessore Amleto Trigilio e l'on. Mario Bonomo
«Non mi piace alimentare polemiche ma, tirato in ballo – scrive l’assessore Trigilio - ritengo doveroso chiarire. Sulla vicenda del rigassificatore non esistono preclusioni preconcette così come non esistono assensi scontati: siamo rispettosi degli sforzi degli imprenditori ma il primario dovere di un amministratore è di salvaguardare l'interesse collettivo. I nuovi approfondimenti si muovono in questa direzione: ogni altra interpretazione è fuorviante. Se poi si vuol equivocare, ed in questa vicenda da parte di autorevoli esponenti del Tavolo per il lavoro e lo sviluppo di Siracusa non è purtroppo la prima volta, scambiando artatamente l'ascolto di una problematica con la condivisione della soluzione unilateralmente proposta, questo non aiuta certo ad una serena analisi delle vicende del territorio».
Dello stesso tenore il comunicato dell’on. Bonomo, di distanza rispetto alle posizioni espresse del Tavolo, che a sentire Gianninoto, sia Trigilio sia il parlamentare siracusano, avrebbero al contrario condiviso.
«Desidero rassicurare il vicepresidente della Camera di Commercio di Siracusa sul mio stato di salute – ribatte Bonomo - non soffro di amnesia e non faccio nemmeno lo smemorato. Sul rigassificatore ribadisco la mia posizione che è sotto gli occhi di tutti: non discuto l'utilità di una simile struttura ma ritengo che vada delocalizzata perchè il suo inserimento nel cuore della zona industriale, in un'area cioè ad elevato rischio (anche sismico), come unanimamente riconosciuto, rappresenta un nodo che per essere sciolto ha ovviamente bisogno di tempo. A meno che non si pensi che la sicurezza e la salute di alcune decine di migliaia di cittadini valga meno di un sia pur importante investimento».



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