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"Grazie dei ricordi", il potere della memoria in uno stile gradevole e senza pretese |
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di Chiara Scucces
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Sabato 17 Ottobre 2009 - 09:54 |
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Joyce è una giovane donna il cui matrimonio sta andando in pezzi. Dopo un terribile incidente, dal quale si salva solo grazie a una trasfusione di sangue, decide di tagliare il fragile filo che ancora la tiene legata al marito e di tornare nella casa paterna, e qui cominciano ad accaderle cose stranissime: ricorda fatti che non dovrebbe ricordare, ha visioni di un passato che non è il suo, scopre di saper parlare latino, francese, italiano e di essere esperta d'arte, e ogni notte sogna una bambina bionda che non conosce.
Tags: grazie dei ricordi | libri |
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Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2009 - 09:55 |
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"La ragazza che giocava col fuoco" un thriller diabolico e mozzafiato |
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di Chiara Scucces
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Sabato 17 Ottobre 2009 - 09:42 |
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Mikael Blomkvist è tornato vittorioso alla guida di Millennium, pronto a lanciare un numero speciale su un vasto traffico di prostituzione dai paesi dell'Est.
L'inchiesta si preannuncia esplosiva: la denuncia riguarda un intero sistema di violenze e soprusi, e non risparmia poliziotti, giudici e politici, perfino esponenti dei servizi segreti.
Tags: libri | ragazza che giocava col fuoco |
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Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2009 - 09:43 |
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Impossibile sfuggire ad un odore
"Il profumo":il libro di Suskind Che stimola l'olfatto oltra che la vista |
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di Chiara Scucces
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Lunedì 28 Settembre 2009 - 14:25 |
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Gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all'orrore e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi ai profumi. Poiché il profumo è fratello del respiro. Con esso penetrava gli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il profumo scendeva in loro, direttamente al cuore e là distingueva categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l'amore dall'odio. Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini.
Tags: il profumo | patrick suskind |
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Ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2009 - 14:28 |
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Il caso editoriale degli ultimi anni
"Uomini che odiano le donne" è il primo romanzo della saga Millennium |
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di Chiara Scucces
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Venerdì 25 Settembre 2009 - 11:40 |
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E’ stata definita il caso editoriale degli ultimi anni; la Millennium Trilogy ha venduto più di dieci milioni di copie in tutto il mondo ed è stato tradotto in più di trenta paesi.
Sono passati molti anni da quando Harriet, nipote prediletta del potente industriale Henrik Vanger, è scomparsa senza lasciare traccia. Da allora, ogni anno l'invio di un dono anonimo riapre la vicenda, un rito che si ripete puntuale e risveglia l'inquietudine di un enigma mai risolto. Ormai molto vecchio, Henrik Vanger decide di tentare per l'ultima volta di fare luce sul mistero che ha segnato tutta la sua vita.
Tags: uomini che odiano le donne |
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Ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2009 - 14:28 |
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Per conoscere “L’impresa dei Mille e le retrovie siciliane“ con “La lunga primavera rivoluzionaria in Val di Noto”
”GARIBALDI: VISIONE NAZIONALE E PROSPETTIVA INTERNAZIONALE” |
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di Biagio Iacono
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Domenica 23 Agosto 2009 - 11:37 |
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Chi voglia conoscere dal vivo, quasi “minuto per minuto”, ciò che avvenne fra Noto capovalle e Palermo nella Sicilia del 1860,deve metter mano al ponderoso volume dal titolo ”Garibaldi: visione nazionale e prospettiva internazionale” a cura di Pier Fernando Giorgetti (Edizioni ETS, Pisa, 2008, pagg. 584, euro 20,00) che contiene gli Atti del Convegno di Livorno del 31 maggio e del l0 giugno 2007 dedicato a Garibaldi ed al Garibaldinismo, organizzato dal “Comitato Livornese per la Promozione dei Valori Risorgimentali” nel quadro dell’ampia iniziativa promossa dal “Comitato nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi’ sotto l’egida del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Trattasi dello straordinario contributo di 20 Studiosi o Docenti universitari che del fenomeno garibaldino offrono un importante confronto di temi e di posizioni snodantesi dal piano puramente storico a quello politico, sociale, economico, associativo, culturale e letterario, narrato per come è visto dentro e fuori dal mito, perché esso ha certamente costituito un fondamento determinante nel formarsi della coscienza nazionale e civile degli italiani.
In questa sede, interessandoci di storia locale, tralasciamo gli altri pur validissimi contributi, per segnalare il lavoro del nostro conterraneo dott. Ottaviano Perricone, il quale - inseritosi da tempo sull’orma degli studi netini e siciliani del non mai abbastanza rimpianto prof. Corrado Gallo – nel suo intervento ha analizzato, giorno per giorno e documenti alla mano, proprio “L’impresa dei Mille e le retrovie siciliane. La lunga primavera rivoluzionaria in Val di Noto” per come essa si è realmente venuta sviluppando dall’8 aprile al 25 luglio 1860 e per come si visse, fra Noto capovalle, Siracusa e le altre città della Sicilia sud-orientale,la tanto ancor oggi controversa esperienza garibaldina.
Le fonti storiche di tale Impresa sono state, più volte e da diversi autori, oggetto di studi ed anche di romanzi - come per es. ne La Città dei Fratelli (Ed. Ariete, 1983) di Enzo Papa - in cui nella Noto cosiddetta “rivoluzionaria” si dimostra come i Nobili ed i Borghesi, da eterni Gattopardi, abbiano sempre approfittato dell’ignoranza e della miseria del “cosiddetto” Popolo Netino per, prima, condividerne falsamente gli ideali incitandolo alla rivoluzione contro il Borbone,ma solo per prenderne subito dopo il potere della concreta gestione politica.
Lo stesso Enzo Papa, però, nell’Appendice documentaria al suddetto romanzo, avverte che “Il manipolo di documenti, …é appena una spia del lavoro d’archivio che é sotteso alla costruzione del romanzo”. Ebbene, quel lavoro d’archivio è stato finalmente fatto e molto più estesamente condotto da Ottaviano Perricone, che ha rivisitato da cima a fondo quel periodo, scrivendo il saggio dal suddetto titolo su quegli avvenimenti alla luce dei documenti originali, che in nota riporta fedelmente, non per farne un’altra opera letteraria ma per dare alla complessa trama del suo racconto un’altrettanta e più vigorosa fonte sul piano storico: questo alla luce delle sue lunghe ed amorose ricerche nei più importanti archivi siciliani, nazionali ed esteri.
Perricone apre il suo intervento con un breve excursus storico che va dal 12 gennaio 1848 - quando la Sicilia “aveva incendiato l’Italia e l’intera Europa” - fino al 1859/60, anni in cui assistiamo ad un fervore d’iniziative rivoluzionarie e segrete nel Val di Noto,che allora comprendeva le attuali province di Siracusa e Ragusa, tese tutte alla preparazione per la realizzazione concreta dell’Impresa. Fervore e manovre segrete che la storia locale non aveva ancora meglio ed abbastanza approfondito, specie sulle personalità in ombra o “minori” che ivi operarono, nonché sulla loro grandezza ed onestà politico-morale: fra questi emergono i nomi - con una mole impressionante di documenti inediti e completi per la gran parte - di Matteo Raeli, Nicola Fabrizi, Pasquale Calvi ed altri, nonché di tutta una miriade di personaggi o personalità che – in ogni città, paese e borgo della Sicilia sud-orientale – operarono per la causa nazionale. E’ vero che “ Garibaldi – scrive Perricone - durante l’impresa siciliana non toccò quelle contrade. Tuttavia nel corso della lunga primavera rivoluzionaria in Val di Noto,dall’aprile al luglio 1860,egli era presente nelle effigi portate in processione per le strade dei paesi, nelle parole dei proclami letti dai balconi delle case comunali, nelle bandiere tricolori che da Palermo inviava alle municipalità”.
Ma è altrettanto vero che senza l’aiuto di Noto e del Val di Noto, Nicola Fabrizi e tutti gli altri volontari o luogotenenti garibaldini non avrebbero potuto apportare a Garibaldi quelle fresche energie di uomini generosi e quelle tante numerose armi che gli furono necessarie per la sconfitta finale dei Borboni in Sicilia. Né dimentichiamo come il nucleo iniziale del battaglione Cacciatori del Faro, al comando di Fabrizi, fosse composto da più di 120 giovani, in maggioranza notinesi, e che “…essi sarebbero stati i primi garibaldini regolari ad entrare a Catania; avrebbero partecipato alla battaglia di Milazzo e anticipato di due giorni l’ingresso di Garibaldi a Messina (27 luglio)”.
Senza nulla togliere agli altri Autori,pertanto, questo libro lo consigliamo vivamente per il prezioso contributo storico di Ottaviano Perricone sull’Impresa garibaldina in Val di Noto, anche perché in esso ritroviamo quel complesso periodo rivoluzionario intrecciarsi nel vissuto quotidiano - dicevamo direttamente “dal vivo” - grazie alle centinaia di lettere, telegrammi, dispacci ed altro che, finora, solo superficialmente o parzialmente conoscevamo nei contenuti più generici e che,invece,qui ritroviamo cronologicamente coordinati e commentati. Validità d’uno studio che porta spesso il Lettore al punto di chiedersi o di non sapere se il racconto della trama, nella voce del narratore, serva d’ausilio alle ricchissime note o… viceversa, se le di lui acute osservazioni in nota agli avvenimenti narrati non costituiscano di per sé stesse materia più che sufficiente, per la loro ricchezza, ad un altro saggio parallelo se non addirittura ad un vero e proprio nuovo libro.
La segreta porta degli archivi,con Ottaviano Perricone ora è stata diversamente “violata” ed a noi tocca cogliere l’occasione per riaprirla immergendoci,con altri studi e ricerche,in questa non ancora del tutto e ben esplorata pagina del complesso “romanzo” sulla nostra storia siciliana e nazionale! |
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Ultimo aggiornamento: 23 Agosto 2009 - 17:07 |
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"La casa del sonno", storia di giovani originali nella severa Ashdow |
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di Chiara Scucces
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Sabato 17 Ottobre 2009 - 09:47 |
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Vorrei tornare a scrivere di un autore, Jonathan Coe, di cui ho avuto già occasione di parlarvi un po’ di tempo fa quando scelsi come libro “La pioggia prima che cada”. Spesso mi capita, quando leggo con piacere un libro di uno scrittore mai letto prima, di essere incuriosita da altre sue opere; con Jonathan Coe è successo esattamente così.
Tags: la casa del sonno | libri |
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Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2009 - 09:49 |
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Autore l'ing Corrado Fianchino
Un opuscolo sulla Urbanistica netina dalle origini ad oggi |
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di Biagio Iacono
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Venerdì 02 Ottobre 2009 - 13:41 |
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Il prof. ing. Corrado Fianchino, autore di questo prezioso volumetto di 64 pagine formato tascabile edito dalla Anabiblo di Roma, riportando in prima di copertina le classiche immagini della Noto prima metà del secolo scorso con una pianta del Settecento, sulla stessa definisce la sua fatica un semplice “opuscolo” che raccoglie gli scritti di “…alcune tappe di una vicenda ormai quasi dimenticata: quella del primo Piano Regolatore Generale (PRG) di Noto dopo la legge urbanistica del 1942.
Incoraggiati dal successo del “Simposio sull’Architettura di Noto” del novembre 1977, si avviò un’esperienza di “Partecipazione Popolare” sulle scelte del PRG della città. L’esperienza viene presentata sia con gli articoli che accompagnarono le varie fasi delle attività svolte, sia con i documenti prodotti, sia con pareri e deliberazioni degli organi preposti alle decisioni sul PRG.”
Dopo aver ricordato “…alcuni dei cittadini, rappresentanti del Circolo Ricreativo Operai, dei Sindacati artigiani e tecnici di Noto che, partecipando a riunioni e dibattiti, contribuirono a portare avanti quell’esperienza…”, sull’esterna della stessa copertina l’Autore ne cita nomi e cognomi, fra i tanti altri dei partiti politici che aderirono alla sua esperienza di circa trent’anni fa, e che “… ha tuttora la sua validità metodologica al di là delle specifiche scelte urbanistiche oggi in parte superate ”. Infine specifica che “ Sono inseriti nell’opuscolo altri due scritti. Uno che sintetizza le varie espansioni di Noto tra Settecento e Novecento ed analizza i guasti a livello di territorio urbano generati dalla assenza di una pianificazione consapevole. L’altro che riporta la lunga sequenza di elaborazioni,adozioni, rinvii, rielaborazioni e approvazione con modifiche del primo PRG di Noto.”
Se si fosse trattato d’altri o d’altro, chi scrive si sarebbe ritenuto più che soddisfatto della presentazione che in copertina l’opuscolo fa di se stesso: ma conoscendo, sin dai primi lontani passi, il valore dell’amico Corrado Fianchino, ordinario di Architettura Tecnica nella Facoltà d’Ingegneria e presidente del corso di laurea in ingegneria Edile-Architettura dell’Università di Catania ed affidabilissimo autore di molti e pregevoli libri, studi nonché iniziative su Noto, mi sono tuffato sull’apparente francescana semplicità del volumetto e mi sono sentito addosso, quasi piacevolmente “schiacciato”, un macigno di cultura ben documentata e narrata sull’Urbanistica della nostra Città dalle origini ad oggi.
Chi negli anni Duemila vorrà, un giorno, iniziare di nuovo a scrivere la storia della nostra Città, dopo quella da noi sognata ed illustrata nel Novecento, dovrà necessariamente studiarsi questo, cosiddetto per pudore, “opuscolo” che, tornando agli anni Settanta del secolo scorso, traccia la genesi del bene e del male di cui, più nel male che nel bene, ora Noto urbanisticamente soffre.
Nell’assenza perdurante d’un PRG in questi anni, nelle difficoltà e nell’impasse che la Commissione Edilizia Comunale incontra da mesi – come denunciato dal Consigliere Vincenzo Micale - difficile, se non impossibile, è sperare che i Netini credano davvero alla possibilità d’una “pubblica concertazione”, che Fianchino invece dimostra avvenuta nel suddetto passato, al fine di poter nel merito contribuire alle “grida” dell’Amministrazione Comunale. Infatti, tanto più si grida “Al lupo” per combattere abusivismi d’ogni tipo – per cui un giorno saranno in molti piangere! – tanto più constatiamo che a nulla esse servono per proteggere il nostro decoro urbanistico: neppure la recente convenzione sottoscritta dal Comune addirittura con la Procura della Repubblica, se è vero che anche nell’ultimo Consiglio Comunale del 23 settembre 2009, i consiglieri Micale e Veneziano hanno denunciato eclatanti violazioni per terra e per mare, senza poter essere capaci di fronteggiare – neppure dopo la notifica – per es. l’abbattimento d’una baracca abusiva di frutta e verdura all’ingresso della Villa Comunale e di mantenere le diverse tabelle sui divieti di balneazione a Vendicari od in altre spiagge, ove il malfunzionamento e l’incerta manutenzione del depuratore ci fanno cadere le braccia rispetto a ben altre e più vistose violazioni edilizie che, spiace dirlo, sono sotto gli occhi di tutti senza che nessuno di coloro, ad ogni grado, in hoc preposti riescano a contenerle, non dico evitarle!
Se, pertanto, la nuova “storia” di Noto nel Duemila parte dall’assenza del PRG, se queste sono, purtroppo, le sconfortanti premesse qui fatte sull’odierna realtà socio-politico-urbanistica della Città, bene ha fatto il prof. Fianchino a mettere nero su bianco nel ricordarci la partecipazione popolare di quegli anni finalizzata ad un corretto assetto urbanistico di Noto, oggi neppure tentata per sondaggi. Vedremo sui quotidiani, come allora, altre pagine, tipo quelle del Diario di Siracusa dell’8 settembre 1978, titolate “La popolazione prepara un piano per il giusto sviluppo di Noto”? Difficile ipotizzarlo, se non assurdo e, tuttavia, abbiamo il dovere morale di poterci ancora sperare!
Ecco perché il volumetto in questione, non solo quelle pagine le ricorda dal vivo, ma di quei tempi traccia tutto l’iter, che allora ci sembrava interminabile, per cui alla fine il PRG, comunque, approdò alla sua adozione e alla pubblicazione dall’aprile al maggio del 1979. L’analisi dettagliata e competente che Fianchino traccia di quei tempi - a pag.19 per es.– parte dalla premessa che “ Noto in questi ultimi anni si è ulteriormente ingrandita sebbene la popolazione sia diminuita con gli anni. Questa apparente contraddizione si spiega con la constatazione che la domanda di nuove costruzioni è venuta soprattutto come abbandono delle vecchie e malsane abitazioni del centro storico.” Questa premessa, però, ricorda e ripropone quelle che saranno le soluzioni nei vari piani particolareggiati anche per le diverse contrade del nostro amplissimo territorio, che non starò qui ad enumerare, ma che saranno necessariamente da “rivedere” per il nuovo PRG che in questi prossimi mesi andremo ad affrontare: e per il quale nuovo PRG del Duemila questo opuscolo-macigno d’urbanistica netina dovrà da noi essere conosciuto, studiato e dantescamente ben “digesto” soprattutto moralmente, tenendolo “ vivo” se avremo davvero a cuore le sorti della nostra Città futura.
La rilettura delle deliberazioni consiliari, le numerose osservazioni su osservazioni ai vari passaggi delle pubblicazioni, le planimetrie catastali di Noto con le espansioni della città dal 1699 al 1875, dal 1875 al 1950/60, le variazioni segnate in rosso sulla planimetria catastale 1910/20 coi frazionamenti e le rifusioni rispetto al 1901 che denotano le sue evoluzioni tipologiche, la fotogrammetria al 1997 con le espansioni dal 1950/60 al 1997 perimetrate in rosso dal 1960 ed in verde sino alla fine degli anni ’70, i confronti con le piante catastali e topografiche di Avola, Pachino e Rosolini, sin dai tempi dei Borboni, per cui le recenti espansioni di Noto sono “bollate” come “ Città senza coscienza critica-incosciente? “: queste sono tutte pagine ricchissime della nostra storia urbanistica, magnificamente delineate da Corrado Fianchino ed affidate quasi a prossima futura-memoria per coloro che metteran mano al PRG da proporre per adottare .
E, tuttavia, il volumetto – quasi in epigrafe al passato per doverosa premessa – come anticipato in copertina, si chiude con due testi: il primo,“ Espansioni novecentesche del tessuto urbano ed evoluzione tipologica”, da solo meriterebbe un’edizione a sé, ricco com’è di “lungo studio e grande amore” per Noto, corredato anche dalle suddette accuratissime planimetrie, di cui Fianchino ha relazionato nel Convegno “Noto nel XX secolo. Politica, società e cultura” del 5-6 novembre 2004; il secondo,“Il PRG di Noto e la difesa della Riserva di Vendicari”, è tratto da un periodico locale del settembre 2008.
Infine le “Conclusioni” che l’Autore propone tali non sono ma, piuttosto, chiare e precise linee-guida sulle cui tracce sarà doveroso muoversi, se esordisce con l’interrogativo: “ Quali conclusioni possono esserci per un PRG che, in quanto regola i processi di insediamento sul territorio, richiede una continuità di gestione? “ Ma subito prosegue e precisa:- “ Quando decade un piano occorre riprogettarne un altro per dare stabilità alle previsioni di utilizzo di città e territorio. Infatti nessuna conclusione è possibile se non un nuovo inizio con le nuove problematiche della città. Ma il metodo della “Partecipazione” rimane costante. Occorre sempre coinvolgere nelle scelte urbanistiche forze sociali, economiche, culturali, ma soprattutto i giovani per stabilizzare a lungo termine la consapevolezza sulle scelte della città ed il metodo del coinvolgimento democratico.”
Ma all’interrogativo su “Quale Piano Regolatore per Noto” lo stesso prof. Corrado Fianchino risponde, richiamandosi ad un suo intervento in un incontro pubblico del 27 febbraio di quest’anno, in cui egli, nell’affrontare la tematica ritiene in primo luogo trattarsi di ”…una sostanziale questione di Onestà Intellettuale sul ruolo del Tecnico progettista di opere di architettura o urbanistica, che se deve fare opere utili alla società, al benessere e alla salvaguardia delle persone e dell’ambiente, non può che confrontarsi con le persone e con la comunità di cui deve interpretare le esigenze e le necessità che essa esprime. Ecco perché, piuttosto che svolgere una lunga e ricca relazione sulle mie idee su come organizzare la città ed il suo territorio - prosegue Fianchino che qui citiamo integralmente dandogli la parola dal vivo testo - propongo invece di costituire un GRUPPO Dl PARTECIPAZIONE per il quale do subito la mia disponibilità e al quale spero vengano altre adesioni. Gruppo di partecipazione che si proponga di coinvolgere tutte le forze sociali, culturali, sindacali,artigiane, circoli operai ed artigiani, club service, associazioni culturali, ambientaliste, ecologiste, tecnici, singoli cittadini e quant’altro, studenti universitari, dottori e dottorandi di ricerca, studenti dalle elementari alle medie inferiori e superiori, partiti e associazioni politiche indipendenti. Una partecipazione quanto più ampia, democratica e rappresentativa possibile.
Gruppo di partecipazione che lavori, si riunisca, dibatta e discuta per far emergere le esigenze e le aspettative della città e dei suoi cittadini in tutte le più ampie e democratiche espressioni. Solo così ci si può effettivamente appropriare delle tematiche per la programmazione e lo sviluppo della città e del territorio in termini di condivisione, e con il confronto con le amministrazioni, il consiglio comunale, uffici di piano, progettisti e consulenti per un effettivo incontro su scelte comuni per il PRG di Noto.
Il compito di questo nuovo PRG - scrive ancora Fianchino - è allo stesso tempo difficile e fondamentale. Se con il primo PRG si è riusciti con molta difficoltà a difendere la città con il suo “centro storico” nella sua interezza come centro monumentale e quartieri popolari (ricordo che ancora negli anni ‘70 centro storico era solo l’insieme degli edifici monumentali). Si è salvaguardato parte del territorio con i suoi valori ambientali della costa e la riserva di Vendicari (ricordo ancora che sempre negli anni ‘70 si parlava della raffineria a Vendicari e il primo PRG adottato prevedeva villaggi e porto turistico nella riserva e nei pantani a Vendicari). Si è difesa la zona collinare con Noto Antica e la sua pineta, il bosco di Bauli, il fiume Manghisi e Cava Grande, ed altri beni culturali e archeologici sparsi nel territorio. Con il secondo PRG è necessario avviare questo enorme patrimonio culturale ed ambientale, già inserito nella World Heritage List dell’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, attraverso una salvaguardia attiva verso azioni di sviluppo sostenibile. Oggi non si tratta di riportare Noto all’antico splendore. L’antico splendore di Noto sul piano socio-economico (motore di tutto) non c’è più e non sappiamo nemmeno dov’era. Appena appena riusciamo a intravedere lo splendore antico delle Pietre (Le Sacre Pietre del Barocco ..), senza nemmeno capirlo granché se non si sa ancora mostrarle adeguatamente ed esplicitamente. Da almeno un secolo un terremoto socio-economico più forte di quello del 1693 ha distrutto le precedenti società che generarono e ricostruirono Noto. Lo dice bene S. Sitwell, in Southern Baroque Art del 1924, in cui esprme la contraddizione di una città in cui “l’effetto complessivo è uno splendore, una scenografia ineguagliabile e una immaginazione forse tanto come in nessuna città d’Europa”... ma rispetto al vivere dice «..non è possibile che c’era un tempo stagnante come è oggi. …Non hanno finito di costruire la città, appena in ordine da non avere più nulla da portare a termine, che chiusero e se ne andarono via”. E’ necessario invece - conclude Fianchino - ricostruire un nuovo e diverso splendore sul piano socio-economico che sappia essere all’altezza della città d’arte patrimonio dell’umanità. Quindi è necessario procedere ancora una volta con il massimo coinvolgimento dei cittadini, delle forze sociali culturali ed economiche nel loro insieme per assolvere ad un compito enorme. “
Concludendo, va sottolineato per la scientificità dell’opera, il volumetto è ricco di note ed annotazioni ad ogni capitolo, e mostrano o dimostrano quanta passione e quale “Amore a Noto” abbiano mosso e quotidianamente muovano, come studioso e come docente universitario, il nostro amico prof. Corrado Fianchino che,in tal modo, onorando la Città ha onorato non solo se stesso ma tutti gli Amici che ne apprezzano le non comuni doti d’ingegno e professionalità.
Ed anche in questo caso, dantescamente, “…ciò non fia d’onor poco argomento “ !
Noto 25 settembre 2009 – Biagio Iacono
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Ultimo aggiornamento: 02 Ottobre 2009 - 13:59 |
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Un altro capolavoro
La Barcellona di Carlos Ruiz Zafon Affascinante in "Il gioco dell'angelo" |
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di Chiara Scucces
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Venerdì 25 Settembre 2009 - 11:46 |
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Com’è la Barcellona dell’immaginario collettivo? Una città solare, dove il mare l’arte e il divertimento sono una degna compagnia della famosa movida spagnola. Bene: dimenticate questa descrizione della città catalana e preparatevi ad immergervi in una città maledetta, piena di fantasmi e di segreti; preparatevi ad immergervi nella Barcellona di Carlos Ruis Zafon e del suo “ Il Gioco dell’angelo”
Dopo il primo romanzo dello scrittore spagnolo, che uscito in sordina è diventato uno dei libri la cui presenza è rimasta fissa nelle classifiche per diversi mesi, L’ombra del vento, Zafon con questo suo secondo libro conserva ancora le stesse atmosfere misteriose e tratti oscure che chi ha già letto Zafon conosce.
Tags: carlos luis zafon |
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Ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2009 - 14:28 |
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Novità in libreria, "Le Stelle in un pugno", romanzo di Dino Paternostro
Placido Rizzotto e il suo sogno: i fatti di 60 anni fa in 144 pagine |
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di Dino Cartia
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Venerdì 18 Settembre 2009 - 19:25 |
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Dino Paternostro (Corleone, 1952), direttore del periodico on-line Città Nuove e segretario della Camera del lavoro di Corleone che da anni collabora con il quotidiano “La Sicilia”, ci fa rivivere in 144 pagine i fatti di sessant’anni fa, quando, a Corleone, la feroce mafia del feudo assassinava Placido Rizzotto, segretario della Camera del Lavoro, che guidava i contadini nelle lotte per la terra.
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Ultimo aggiornamento: 19 Settembre 2009 - 01:06 |
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Un libro del giornalista Vincenzo Grienti
Le nuove frontiere di Internet il rapporto tra la Chiesa ed il mondo del web |
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di Redazione
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Lunedì 27 Luglio 2009 - 19:33 |
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Il rapporto tra Chiesa e Internet oggi sta vivendo una nuova fase.
Da un lato uno spazio interattivo e informativo principe della contemporaneità che ha vissuto negli ultimi anni veloci cambiamenti rispetto al suo approdo in Italia nei primi anni Novanta: dall’originaria scoperta della navigazione on line e della posta elettronica, caratteristiche della fase della Rete Web 1.0, siamo passati ora a un nuovo scenario multimediale grazie al Web 2.0, con elevate opportunità di interazione legate allo sviluppo dei tanto chiacchierati social network.
Dall’altro la Chiesa, il suo messaggio di salvezza con oltre duemila anni di storia. Il volume Chiesa e Web 2.0. Pericoli e opportunità in rete di Vincenzo Grienti (Editrice Effatà, pp.gg 96; 8,50 euro) analizza con competenza e sobrietà questa nuova fase della Rete, sottolineando in particolare come la Chiesa comunica all’interno di questo rinnovato «cyberspazio», come si ponga nei confronti delle enormi opportunità e degli inevitabili rischi che la nuova frontiera del Web offre alla società contemporanea. Il fenomeno dei social network come Facebook, My Space, Twitter, Wikipedia e tanti altri da qualche anno è approdato in Italia coinvolgendo singoli utenti di internet, soprattutto giovani, ma anche organizzazioni e istituzioni.
Le relazioni sono il cuore del Web 2.0, locuzione sintetica, quest’ultima, usata per spiegare che Internet è passato da una fase di diffusione popolare, avvenuta circa quindici anni fa, a quella attuale del moltiplicarsi di applicazioni e software che facilitano la socializzazione in rete. Sono milioni le persone che ogni giorno si connettono a Internet e instaurano relazioni umane. Ma è la stessa cosa di instaurare relazioni faccia a faccia?
E la Chiesa come si pone davanti al mondo del Web 2.0? Qual è la “logica del cristianesimo” nella cybercultura? Interrogativi che Vincenzo Grienti con il piglio del cronista che vuole cercare di capire questo nuovo fenomeno, affronta in un instant book dal linguaggio semplice e immediato . “Occorre «entrare» in questa nuova mentalità, non per essere avvolti e inghiottiti dall’ipertecnologia, come del resto accade a molti entusiasti del web, ma semplicemente per elaborare un discernimento sia rispetto alle tesi degli entusiasti, sia nei confronti dei critici apocalittici – spiega Grienti -. Buon senso, responsabilità e competenza sono tre parole-chiave su cui vale la pena puntare. Tre condizioni indispensabili, soprattutto in questa nuova fase del web accelerata.
È d’obbligo anche in questo ambiente non dimenticare l’esistenza di una «emergenza educativa» che incita ad essere preparati, ad arrivare prima che la velocità degli strumenti prenda il sopravvento sull’uomo, a rendere sempre più necessaria una preparazione adeguata all’utilizzo dello strumento”. Monsignor Dario Edoardo Viganò, Preside dell’Istituto Redemptor Hominis della Pontifica Università Lateranense, che firma la prefazione del saggio, sottolinea che “accanto alle grandi opportunità, c’è il serio rischio che il web stia creando un circuito di solitudini di tastiera, di gente che s’illude sul fatto che per comunicare davvero basti usare il mouse, come dimostrano i sempre più frequenti casi di dipendenza e di nevrosi da Internet; insomma non è tutto oro quel che luccica e l’autore è avvertito sul fatto che i social network possono giocare nella perdita della dimensione della realtà e far incorrere nella solitudine del cittadino globale”.
Nonostante, dunque, i pericoli, gli usi impropri legati alla Rete, pericoli comunque associabili a tutti i mezzi di comunicazione, Internet si è rivelato un medium straordinario, prosegue monsignor Viganò “in grado di favorire il dialogo fra gli uomini, nelle diversità culturali, sociali e religiose, in grado di «promuovere una cultura del rispetto, del dialogo, dell’amicizia» come ha afferma Papa Benedetto XVI nel suo Messaggio per la 43ª Giornata Mondiale per le comunicazioni sociali. Benedetto XVI ha infatti messo in evidenza proprio questo aspetto positivo riscontrabile nelle nuove tecnologie: «In questo contesto, è gratificante vedere l’emergere di nuove reti digitali che cercano di promuovere la solidarietà umana, la pace e la giustizia, i diritti umani e il rispetto per la vita e il bene della creazione. Queste reti possono facilitare forme di cooperazione tra popoli di diversi contesti geografici e culturali, consentendo loro di approfondire la comune umanità e il senso di corresponsabilità per il bene di tutti”.
Vincenzo Grienti, giornalista professionista, vive a Roma. Ha lavorato nella redazione giornalistica di Sat 2000 e dal 1997 collabora con il quotidiano Avvenire di Milano. Consulente per la trasmissione A Sua Immagine di Raiuno, già autore di Profeta di pace tra i figli di Abramo (Roma, 2005), Cefalonia Controluce (Torino, 2006), La Parola e le notizie. Chiesa e comunicazione al tempo di Internet (Catanzaro, 2007). Ha scritto il saggio breve Chiesa, cattolici e comunicazioni (in Dal Centrismo al Sessantotto, Edizioni Ares, 2008).
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Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2009 - 00:00 |
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