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Siracusa - I precari non vanno trattati cone se fossero materia da banele sottogoverno, sono persone ed hanno diritto ad un'interlocuzione seria ed efficae: con questa posizione, dura ma efficace, la Cgil congela la trattativa sul precariato al Comune di Siracusa, chiedendo al sindaco, Roberto Visentin, un incontro urgente per chiarire preventivamente i terminni dell'intera vicenda. Un'azione a sorpresa, intrapresa dal segretario cconfederale, Enrico Tamburella, che da mesi ormai cerca di dare contorni chiari alla difficile situazione dei cinquecento "aspiranti comunali" in attesa di definire il proporio futuro. Il sindacato teme che la partita finisca nel vortice del sottogoverno, diventando uno spietato "tricacarne"che coinvolgerebbe tutti, parti e controparti, forze politiche, rappresentanti dei lavoratori e disperati alla ricerca della stabilizzazione.
"Ancora una volta assistiamo ad un deplorevole comportamento di questa amministrazione comunale che, subito dopo aver proposto soluzioni al problema del precariato, improvvisamente rallenta l’iter per la attuazione delle misure di fuoriuscita e nello stesso tempo si da inizio a “balletti” e incontri fra consiglieri comunali, assessori vari e lavoratori - afferma Tamburella - Incontri e balletti che esulano completamente da quanto concordato con i sindacati e che rimettono in discussione tutto il lavoro faticoso fatto sin qui. L’allarme che avevamo lanciato durante l’ultima riunione con l’amministrazione comunale, conferma la nostra preoccupazione : questa amministrazione è lontana dal voler veramente superare il problema della precarietà e lo dimostra con i fatti".
Tamburella continua sottolineando che la differenza fra atti concreti e propaganda è ormai chiara a tutti e nel mirino entro anche il presidente del Consiglio comunale, Edy Bandiera:
"L’incontro che il presidente del consiglio comunale, ha consumato nei giorni scorsi con alcuni gruppi di lavoratori, mentre è in corso una trattativa con il sindacato unitario, ne è la prova - continua, infatti, il sindacalista - Si tenta, ancora una volta, di spostare l’obiettivo, di creare confusione e divisone tra gli stessi lavoratori, al solo fine di far dimenticare gli impegni assunti, di non affrontarli direttamente, al di là delle dichiarazioni verbali. Allo stesso tempo pone un problema di correttezza nelle relazioni sindacali che non possono essere calpestate da nessuno, tanto meno da chi rappresenta organismi elettivi".
A questo punto la Cgil lancia un inquietante interrogativo: ma il Comune di Siracusa è davvero in grado di stabilizzare le centinaia di precari in lista d'attesa?
"Non è più tempo di tergiversare - conclude Tamburella - se l'amministrazione è in condizione di varare un piano per la stabilizzazione di tutti lo faccia subito e senza alcuna discriminazione tra i lavoratori, altrimenti eviti le tante e inutili riunioni che creano solo aspettative sistematicamente deluse. La CGIL non è disposta a tollerare tali comportamenti. Vi sono oltre 500 lavoratori, non sparute minoranze, che aspettano da decenni di potere stabilizzare lo stato di precarietà del lavoro".
Finisce qui intervento pesantissimo di Enrico Tambuerlla, che lascia, comunque, spazio a nuove interlocuzioni. Oggi, domenica pomeriggio, nel giorno di Tutti i Santi non è stato possibile all'amministrazione comunale replicale tempestivamente, ma già per domani l'assessore al personale, Saro Fortuna, e lo stesso Edy Bandiera hanno preannunciato un veloce chiarimento.
Sul problema interviuene anche la Cisl, 24 ore dopo la presa di posizione di Tamburella.
““Il silenzio che accompagna questa vicenda da oltre due settimane può presagire il rumore di domani – afferma Anotnio Bruno, componente della segretaria provinciale Cisl – Questo non conforta assolutamente, né ci fa sperare per il futuro. Se ci sono delle preoccupazioni, così come delle nuove ipotesi, vengano esposte pubblicamente, naturalmente alla presenza degli stessi lavoratori.
Come sindacato abbiamo ascoltato, oltre quindici giorni fa, le proposte dell’Amministrazione. Il Sindaco conosce bene le nostre controproposte che cercano di risolvere un problema serio ed estremamente particolare".
"Adesso, però, - concludede Bruno – bisogna sgomberare qualsiasi perplessità sulle soluzioni da adottare. L’unica sede è quella istituzionale; quindi il Comune, alla presenza del Sindaco. Riunioni, comunicazioni e ipotesi avanzate in sedi diverse, creano soltanto confusione nei lavoratori e allungano i tempi per la soluzione della vicenda”.
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