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di Redazione
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Lunedì 02 Novembre 2009 - 21:58 |
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Siracusa- Senza fine il botta e risposta a distanza tra Pd e Confcommercio. "Mi vedo ancora costretto ad intervenire sulla questione dei centri commerciali naturali e lo faccio solo ed esclusivamente per dissipare ancora una volta le tante ombre che talune dichiarazioni vorrebbero piuttosto addensare su questi C.C.N."
Lo ha dichiarato il presidente provinciale di Confcommercio Siracusa, Roberto Mazza, in relazione alla presa di posizione del parlamentare regionale, Roberto De Benedictis del Partito Democratico, che definisce un "pasticcio che l'Amministrazione aveva tutta la possibilità di evitare" quello operato dal consiglio comunale nella seduta del 19 ottobre scorso riconoscendo quattro centri commerciali naturali, tre dei quali, sostiene Mazza, proposti ed organizzati da Confcommercio.
"E - continua Mazza - non abbia ritenuto di dover analizzare se negli stessi ambiti fossero già costituiti altri centri commerciali naturali e se ci fosse proporzione tra il numero delle aziende che intendevano dare vita ad un nuovo CCN e la consistenza delle attività imprenditoriali presenti nella zona di riferimento."
La lagnanza di De Benedictis, afferma nella nota il presidente di Confcommercio, è relativa al fatto che così agendo il consiglio comunale di Siracusa non avrebbe tenuto conto dell'esistenza di pregresse esperienze di associazionismo tra singole realtà commerciali. "Ma l'onorevole De Benedictis - ha aggiunto Mazza - sembra dimenticare che una cosa sono le estemporanee aggregazioni tra aziende, ben altro sono invece i Centri Commerciali Naturali costituiti, nei tempi e nei modi dovuti, come quello di Ortigia, del comprensorio Umbertino e della Borgata-Santa Lucia, in strettissimo ossequio ai dettami di quella legge regionale di riferimento della quale, peraltro, lo stesso De Benedictis rivendica una sorta di paternità. "
"Ma forse - ha concluso il presidente di Confcommercio Roberto Mazza - il vero "problema" è rappresentato dal fatto che qualcuno pensava che questo tipo di esperienza fosse una sorta di "riserva" esclusiva... E duole, e pure non poco, vedere esponenti autorevoli del mondo politico provare a piegare, oltre ogni ragionevole limite, alla logica dell'appartenenza anche strumenti necessari per ridare fiato all'economia del territorio."

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Ultimo aggiornamento: Martedì 03 Novembre 2009 - 10:32 |