Presente anche il Comitato per la Sicurezza e l'Ordine Pubblico

L'obiettivo è combattere la criminalità,
Francofonte incontra il Prefetto Floreno

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di Gaetano Guzzardo   
Venerdì 15 Gennaio 2010 - 18:44

Francofonte – Visita del Prefetto di Siracusa, Carmela Floreno e riunione del Comitato provinciale per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico, questa mattina al Centro Anziani di Francofonte. Il  Prefetto ha incontrato il sindaco Giuseppe Castania e i rappresentanti istituzionali di Giunta e Consiglio comunale, per fare il punto sulla questione relativa alla criminalità, in particolare, come è stato fatto rilevare dal primo cittadino, la microcriminalità, presenza costante ormai nella cittadina agrumicola. Castania, nel disegnare il quadro della realtà locale e nel parlare di rete della legalità,  riprendendo uno scontro reso ormai pubblico da anni, tanto da sfociare in Tribunale, ha ammesso l’esistenza di una falla interna alla Polizia Municipale, di cui detiene anche la delega assessoriale, caratterizzata da una dicotomia tra gli stessi addetti che, a suo dire, intralcerebbe, di fatto, un’azione operativa unitaria ed efficace.

Ma  su questo argomento, come abbiamo potuto assistere in questi anni, i pareri, tra il sindaco e la Polizia Municipale, e  le stesse organizzazioni sindacali di categoria, sono contrastanti e opposte. Nel corso dell'incontro, il sindaco di Francofonte, ha anche illustrato le azioni amministrative e le decisioni assunte per arginare la crescita di fenomeno quali criminalità e vandalismo in città, ad iniziare dall’installazione di 27 telecamere nel centro abitato, per videosorvegliare le aree definite “più calde”.
Nel contempo, sempre Castania, non ha mancato di toccare le gravi ripercussioni che la crisi economica sta producendo sull’economia della zona nord, principalmente  sull'agrumicoltura, comparto messo in ginocchio, a sentire il sindaco, da un mercato che con i suoi prezzi bassi taglia fuori le produzioni agrumicole sicialine e, soprattutto, dell'area del triangolo agrumetato. Maggiore trasparenza nelle gare e nei lavori pubblici, l'impegno del sindaco e della sua amministrazione, ma anche una maggiore collaborazione da parte delle forze dell’ordine, quella chiesta, per fare terra bruciata sul fenomeno criminalità a Francofonte.

Mi auguro - ha concluso Castania - che il dialogo diretto tra le diverse forze istituzionali e di polizia si rafforzi ulteriormente e che la politica, sempre più distratta ed affarista, torni ad occuparsi dei reali interessi della gente comune, con la quale si confrontano ogni giorno i sindaci all’antica come me, nella gestione diretta delle relazioni con la comunità amministrata, ascoltandone i problemi e tentando di porvi rimedio , pur nell’esiguità delle risorse economiche a disposizione degli Enti locali”. Incoraggiante la risposta del Prefetto, che nel ribadire la presenza ferma dello Stato in tutto il territorio provinciale si è detta ottimista sul futuro economico della zona nord, soprattutto, se le imprese puntano alla qualità e non all’abbandono della produttività agricola, alla crescita dell’industria ecosostenibile, in aggiunta alla valorizzazione dei beni culturali ed archeologici per alimentare l’offerta turistica. “Investire sui giovani - è stata la sollecitazione del Prefetto Floreno - contrastando efficacemente gli episodi di bullismo che sono sintomi di una propensione a delinquere e diffondendo nei cittadini la cultura della denuncia, che paga in termini di sicurezza personale e collettiva”.

Ma l'incontro di questa mattina è servito anche per snocciolare  dati e cifre sui reati registrati nel territorio francofontese. Per i rappresentanti provinciali delle forze di polizia presenti  al confronto, si segnalerebbe in città la scomparsa degli omicidi, a fronte di una recrudescenza dei reati cosiddetti “visibili”, come furti, rapine, scippi, i cui autori, sarebbero stati però assicurati alla Giustizia,  mentre sono stati 6 gli estortori finiti in manette nell’ultimo triennio.

Ritenuta ancora scarsa, nonostante una lunga esperienza con l’associazione antiracket, la collaborazione delle vittime di reati d’usura, pur in presenza delle garanzie offerte dalla legge. Un problema non certo di poco conto, quest’ultimo, che si rivela fondamentale per debellare il fenomeno, ma che evidentemente non riesce ad essere bene recepito da chi resta “prigioniero” di questo potente potere finanziario alternativo alle banche che, come denunciano le associazioni di categorie, hanno sempre più ristretto e reso quasi impossibile l’accesso al credito.


 

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Ultimo aggiornamento: Sabato 16 Gennaio 2010 - 04:14
 



 
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